18 gen 2014

_ in dialogo _


.

Papa Francesco nell'Enciclica sull'annuncio del Vangelo nel mondo attuale Evangelii Gaudium, al capitolo IV, dedicato alla dimensione sociale dell'evangelizzazione, si sofferma sull'importanza del dialogo sociale per contribuire alla pace.                                                

Vorrei segnalare i numeri dal 250 al 254, in cui si tratta il tema del dialogo interreligioso, tanto da allargare il discorso ecumenico, che ci vede dal 18 al 25 gennaio a pregare in modo speciale per l'unità dei cristiani, anche alle altre religioni:

"Questo dialogo è in primo luogo una conversazione sulla vita umana o semplicemente, come propongono i vescovi dell’India «un’atteggiamento di apertura verso di loro, condividendo le loro gioie e le loro pene». [...] La vera apertura implica il mantenersi fermi nelle proprie convinzioni più profonde, con un’identità chiara e gioiosa, ma aperti «a comprendere quelle dell’altro» e «sapendo che il dialogo può arricchire ognuno». Non ci serve un’apertura diplomatica, che dice sì a tutto per evitare i problemi, perché sarebbe un modo di ingannare l’altro e di negargli il bene che uno ha ricevuto come un dono da condividere generosamente. L’evangelizzazione e il dialogo interreligioso, lungi dall’opporsi tra loro, si sostengono e si alimentano reciprocamente. In quest’epoca acquista una notevole importanza la relazione con i credenti dell’Islam, oggi particolarmente presenti in molti Paesi di tradizione cristiana dove essi possono celebrare liberamente il loro culto e vivere integrati nella società. Non bisogna mai dimenticare che essi, «professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale». [...] Di fronte ad episodi di fondamentalismo violento che ci preoccupano, l’affetto verso gli autentici credenti dell’Islam deve portarci ad evitare odiose generalizzazioni, perché il vero Islam e un’adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni violenza. I non cristiani, per la gratuita iniziativa divina, e fedeli alla loro coscienza, possono vivere «giustificati mediante la grazia di Dio»,e in tal modo «associati al mistero pasquale di Gesù Cristo».

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html

6 gen 2014

restare e tornare a Fukushima

sr Sasaki e un'anziana signora di Haramachi
11 marzo 2011 giorno della tragedia alla centrale nucleare a Fukushima:
da allora, per certi versi, molte cose non sono cambiate. Gli aiuti a tutt'oggi sono scarsi, perché le radiazioni qui sono ancora forti.

Ma dentro questo scenario le suore francescane missionarie di Maria del Giappone hanno deciso di aprire una casa e di inviare tre suore (Sasaki Miyoko, Ozawa Kyoko, Shigeto Yuniko) a vivere insieme alla gente di questa regione che non è mai più partita.

Ad Haramachi, a 24,5 Km dalla centrale atomica di Fukushima, hanno affittato una casa da una famiglia non cattolica, allestito una piccola cappella con un crocifisso in legno e principalmente aiutano gli studenti disorientati cercando di donare loro il desiderio di riprendere a studiare, distribuiscono viveri a quelli che vivono ancora nelle abitazioni temporanee e propongono degli incontri di preghiera il primo giovedì del mese e attività collettive per gli anziani, che dopo le contaminazioni non hanno più potuto riprendere la propria attività nei campi.

... vivere insieme a chi non è partito e ritornare laddove nessuno vorrebbe andare ...

20 nov 2013

CONTEMPLIAMO-CI

il gruppo ad Assisi

Forse questa immagine e i sorrisi di chi si incontra dopo dieci anni di vita 
sono il commento più eloquente a questa frase della Sacra Scrittura.
Queste giornate insieme ci hanno fatto riscoprire nei nostri percorsi di vita 
che ci hanno cambiato, ma che ci hanno permesso 
di ritrovarci e di sentirci come una grande famiglia.
Grazie a tutti!

Riapriamo il blog missione in-corso... 

aspettiamo i vostri post...

Buona settimana e un abbraccio a tutti.